DSA, ADHD, BES, difficoltà scolastiche

Disturbi Specifici dell’Apprendimento, Bisogni Educativi Speciali: le difficoltà scolastiche

Quanti acronimi! Spesso si torna da scuola con dubbi e preoccupazioni. Le maestre e i maestri vi invitano a capire capire come mai vostro figlio non è passo con i tempi? Iniziamo col fare chiarezza, ma prima una premessa importante.

Spesso si utilizzano etichette senza conoscere veramente il significato, e la maggior parte delle problematiche che si riscontrano oggi fino a dieci anni fa non esistevano. Questo da una parte è un bene, perché finalmente difficoltà come la dislessia sono riconosciute, dall’altra parte può essere un ‘male’ perché i servizi ne fanno quasi un uso spropositato, etichettando moltissimi bambini.

Ci sono test standardizzati (ovvero testati su campioni ampi e validati) che danno risposte adeguate ed esatte, ma va sempre considerato il contesto: la nascita di un fratellino, una separazione, un sovraffollamento in casa, mancanza di stimoli, poca autostima sono solo alcune delle variabili che trasformano un bimbo in difficoltà in un bambino iperattivo o con bisogni educativi speciali.

La valutazione che il mio studio e miei collaboratori propongono è sia basata sui test che in qualche modo ci danno una misura di una specifica competenza del bambino in quel determinato momento, ma anche basata sull’osservazione del gioco, sulla capacità di relazione, sul sistema familiare.
Non ci sono difficoltà che non possono essere recuperate, l’importante è vederle, comprenderle e agire per la salute psichica e cognitiva del bambino.

Detto ciò ora facciamo un pò di chiarezza in questo maremagnum di diagnosi.

DSA:  Disturbo Specifico dell’Apprendimento

“Si può porre una diagnosi di Disturbo Specifico di Apprendimento quando, a test standardizzati di lettura, scrittura e calcolo, il livello di una o più di queste tre competenze risulta di almeno due deviazioni standard inferiore ai risultati medi prevedibili, oppure l’età di lettura e/o di scrittura e/o di calcolo è inferiore di almeno due anni in rapporto all’età cronologica del soggetto, e/o all’età mentale, misurata con test psicometrici standardizzati, nonostante una adeguata scolarizzazione” (tratto da: https://www.anupitnpee.it/linee-guida/dsa/384-linee-guida-per-i-disturbi-dellapprendimento.html)

I DSA si suddividono in dislessia,disortografia e disgrafia, discalculia

Oltre ai Disturbi Specifici dell’Apprendimento si può diangosticare un DSA non specifico ovvero non riconducibile ad un unico settore.

La DISLESSIA si definisce come la difficoltà di lettura e scrittura. DISLESSIA e DISORTOGRAFIA non sono diagnosticabili prima della seconda elementare, anno in cui il bambino o la bambina hanno acquisito e consolidato tali capacità. Tuttavia alucne criticità possono essere riscontrate anche nella I elementare, diventando fattori di rischio da monitorare.

Si definisce DISORTOGRAFIA E DISGRAFIA quando si compiono numerosi errori a livello compositivo della parola, riscontrabili anche nell’area linguistica verbale.

La DISCALCULIA è la difficoltà di processamento numerico sia in velocità che in logica,  non formulabile prima della III elementare.

 

BES: Bisogni Educativi Speciali

Per il principio dell’inclusione e dell’integrazione scolastica il Miur ha introdotto i Bisogni Educativi Speciali ovvero una sollecitazione al sistema scolastico di creare un offerta formativa adeguata e personalizzata a chi “per motivi fisici, biologici, fisiologici o anche per motivi psicologici, sociali” ha necessità di un aiutino in più. Tratto da http://www.miur.gov.it/web/guest/bisogni-educativi-speciali

Dalla direttiva ministeriale del 27 dicembre 2012 si legge “Strumenti di intervento per alunni con Bisogni Educativi Speciali e organizzazione territoriale per l’inclusione scolastica“. La Direttiva stessa ne precisa succintamente il significato: “L’area dello svantaggio scolastico è molto più ampia di quella riferibile esplicitamente alla presenza di deficit. In ogni classe ci sono alunni che presentano una richiesta di speciale attenzione per una varietà di ragioni: svantaggio sociale e culturale, disturbi specifici di apprendimento e/o disturbi evolutivi specifici, difficoltà derivanti dalla non conoscenza della cultura e della lingua italiana perché appartenenti a culture diverse”.

Nella direttiva si fa presente che l’identificazione degli alunni con disabilità non avviene esclusivamente sulla base dell’eventuale certificazione, ma è possibile far riferimento al modello diagnostico ICF (International Classification of Functioning) per individuare i Bisogni Educativi Speciali (BES) degli alunni.

La direttiva specifica che è necessario elaborare un percorso individualizzato e personalizzato per alunni e studenti con BES, anche attraverso la redazione di un Piano Didattico Personalizzato (PDP), individuale o anche riferito a tutti i bambini della classe con BES, ma articolato, che serva come strumento di lavoro in itinere per gli insegnanti ed abbia la funzione di documentare alle famiglie le strategie di intervento programmate. (tratto da: https://dida.orizzontescuola.it/news/i-bisogni-educativi-speciali-cosa-sono-e-quali-azioni-intraprendere-alla-luce-della-direttiva).

Fare una valutazione completa, anche attraverso l’ICF aiuta a comprendere quali sono le aree di difficoltà del bambino e ad intervenire.

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