Orientamento sessuale e identità di genere

Accade durante l’adolescenza, ma anche nell’età adulta una fase in cui ci si interroga sul proprio orientamento sessuale o dove ci si accorge di avere qualcosa di “diverso” dagli altri.

A volte mass media e pregiudizi la fanno da padrone su un tema, ancora oggi, molto delicato e importante. La confusione è sempre molta fra ciò che si definisce orientamento sessuale identità di genere.

Per orientamento sessuale si intende l’attrazione fisica verso una persona, il sesso dei due definisce l’orientamento: Lesbica se parliamo di due donne, Gay se si tratta di due uomini Bisessuale se l’attrazione è per entrambi i sessi. L’orientamento sessuale non implica un’ambiguità verso il proprio genere di appartenenza sia esso maschile o femminile.

Per identità di genere si intende ciò che correla il proprio sesso biologico alla propria identità. La natura offre molto più di quello che i giornali raccontano. La dicotomia maschile/femminile è da tempo superata -non come concetto sociale, ma come costrutto scientifico- per questo possiamo definire il genere come un continuum che va dal maschile al femminile. A determinare a che punto di questo continuum ognuno di noi è, vi sono tre fattori principali: il livello ormonale/fisco, come ci percepiamo noi stessi, cosa l’ambiente ci rimanda di noi stessi. Purtroppo, spesso, questi tre fattori non vanno nella stessa direzione creando non pochi disagi nell’accettazione e nello sviluppo di sé. Le persone che non si identificano con il proprio sesso biologico hanno la possibilità di transitare verso l’altro genere, intraprendendo un percorso di “riassegnazione chirurgica del sesso”.

Attraverso un percorso di sostegno l’individuo e la famiglia possono confrontarsi con le problematiche che spesso questi argomenti portano con sé. Poter dialogare, comprendere, chiarire le idee, entrare in contatto con i desideri può aiutare ad arrivare ad una maggiore serenità e sintonia con sè stessi.